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A Orelio – poesia in vernacolo montellese di Salvatore Palatucci

Salvatore Palatucci è nato nel  1965 a Montella (AV). Sposato, tre figlie. Da sempre ama mettere le sue impressioni ed emozioni quotidiane in versi, molto meno su foto.  Solo da poco le rende pubbliche partecipando a vari concorsi, conseguendo premi e segnalazioni.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Molte sue poesie sono state inserite in antologie e raccolte, sia realizzate da associazioni organizzatrici di concorsi ed eventi culturali sia da case editrici in cerca di nuovi autori.La poesia “A Orelio” è stata scritta, di getto, al rientro in casa dopo la serata in ricordo di Aurelio al “Cinema Fierro”,unendo i ricordi dell’infanzia e quello dei miei genitori.

Con la poesia “ A Orelio “ ha partecipato ad un concorso indetto da ” Associazione Culturale Il Saggio” di Eboli (SA), conseguendo riconoscimento con targa.

A Orelio

Riceno “Verba volant, scripta manent”

Sbagliato! Nonn’è v(u)ero nient.

Quatto note ‘gopp’ a lo pento grammo,

lo risco cca sona a lo fonogrammo

e lle parola scritte pe’ la canzone

nno songo paro all’ema(z)zione

re quera ota, a la chiazza

addo la gende assette paccia,

o quanno, co’ nno candido faccione

assisti rint’a la tilivisione.

Tutto quesso e tutta la simpatia

no’ bbanno’noppa a na fotografia!

 

Ricordo quiro surriso lucente

Ca mannasti a tutta la gende

Ropp’ a quera bella canzone

Addo pariia ch’ero io, Guaglione;

e puro, che festa facette Mondella

quanno sentette Lazzarella:

a lo core no’ si commanna

e chi si scorda ca cantasti Mamma.

 

Ricordo na canzone, rui musicanti,

iero a sonà pe’ l’angiuli e li santi,

po’ ra lo paraviso se ‘nne viniero..

io penzo ca ddhra nno re bbuliero…

Perciò, si tu stai angora ddhrà

Saccio  è pecchè si fatto pe’ candà.

Traduzione in Italiano della Poesia A Orelio

A Orelio – poesia in vernacolo montellese di Salvatore Palatucci
Traduzione in lingua italiana

Si dice “Verba volant, scripta manent”. Sbagliato. Non è vero niente.
Quattro note scritte sul pentagramma, il disco che gira sul fonografo
e le parole scritte per la canzone non sono pari all’emozione
di quella volta  in piazza dove la gente impazziva,foto999
o di quando, con il candido faccione ti si vide alla televisione.
Tutto questo e tutta la simpatia non si vedono da una fotografia!

Ricordo quel sorriso luminoso che inviasti a tutti quanti
dopo quella bella canzone dove mi sembrava di essere io il Guaglione;
ed ancora, che festa si fece a Montella quando ascoltò Lazzarella;
ma al cuore non si comanda e chi dimentica che cantasti Mamma.
(Preghiera a ‘na Mamma – Festival di Napoli 1969– )
ricordo una canzone che parlava di due musicisti,
che andarono in paradiso a suonare per gli Angeli e per i Santi
però questi dal Paradiso tornarono… ed io penso che lì non li vollero…
Perciò, se tu sei ancora là Io so che il motivo è che sei fatto per cantare

Un omaggio ad Aurelio Fierro della città di Montella

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